Le credenze limitanti sono pensieri silenziosi che modellano la nostra vita senza che ce ne accorgiamo. In queste righe ti guiderò attraverso esempi concreti e un esercizio trasformativo per liberarti e ritrovare il tuo potere interiore.

Hai presente quella vocina interna che, proprio quando vuoi fare un passo importante, bisbiglia frasi tipo:
“Non ne sei capace.”
“Non sei fatta per questo.”
“Meglio evitare, tanto sbaglierai di nuovo.”
Ecco, quella voce non sei tu.
È solo una credenza limitante, ben radicata, che si spaccia per buon senso.
Il problema è che, per moltissimo tempo, nemmeno sappiamo di averle.
Le credenze limitanti non gridano.
Sono sussurri abituali, comodi, “razionali”.
Viviamo come se fossero semplicemente “il nostro carattere” o “la realtà”.
E sembrano vere, certo.
Perché il corpo, quando le attiva, produce emozioni reali: senso di colpa, paura, ansia, insicurezza.
E se la sensazione è vera, allora anche il pensiero sembra esserlo.
Ma no. È una trappola. Una trappola ben fatta.
Cosa sono le credenze limitanti (spiegato bene)
Le credenze limitanti sono idee profonde e inconsce che hai su te stessa, sugli altri o sul mondo.
Sono regole interne che guidano come ti muovi nella vita.
Non sono frasi casuali: sono impronte emotive, formate molto presto, nei primi anni della tua vita.
Quando sei bambina, cerchi un senso a ciò che vivi. E quando il mondo ti manda messaggi confusi o dolorosi, tu ti adatti.
Spesso per amore.
Spesso per sopravvivenza.
Col tempo, queste strategie diventano la tua normalità.
E anche se oggi sei adulta e consapevole, quelle vecchie convinzioni continuano a governare il tuo modo di vedere e reagire.
Immagina una credenza limitante come una parete trasparente di vetro: non la vedi, ma ogni volta che provi ad andare oltre… ci sbatti contro.
E allora smetti di provarci. Non perché non sei capace, ma perché hai smesso di crederci prima ancora di iniziare.
Oppure pensa a quando, da bambina, ti dicevano: “Stai attenta!” ogni volta che facevi qualcosa di nuovo.
Quel “stai attenta” oggi vive dentro di te come:
“Meglio non rischiare. Resto dove so cosa aspettarmi.”
🔸 “Le credenze sono come le lenti di un paio di occhiali che non sai di indossare.
Non cambiano il mondo, ma il modo in cui lo vedi. E spesso, te stessa.”
🔸 “Una credenza è solo un pensiero che hai pensato tante volte da diventare legge.”
3 segnali che stai vivendo dentro una credenza limitante
- Ti sembra “realistico” smettere ancora prima di iniziare. “Non è il momento. Non sono pronta.”
Attenzione: il problema non è la prudenza, ma la paura che si traveste da logica. - C’è sempre un motivo “valido” per cui non puoi. “Non ho tempo.” “Non ho le competenze.” “Non è per me.”
Eppure, sotto ogni “scusa” c’è una voce più profonda che dice: “non me lo merito” o “non è possibile per me”. - Provi una sensazione viscerale di blocco, anche se razionalmente tutto fila.
Il cuore vorrebbe, ma il corpo frena.
E il tuo stesso sistema nervoso ti riporta “dove è più sicuro”: nella zona di ciò che conosci, anche se ti fa male.
Le credenze che sembrano buone (ma non lo sono)
Ci sono credenze che sembrano addirittura virtuose:
- “Devo sempre essere forte.”
- “Meglio non aspettarsi troppo dagli altri.”
- “Se non controllo tutto, va tutto a rotoli.”
- “Meglio non esporsi troppo, è più elegante.”
Sembrano proteggerti.
Sembrano farti apparire “matura”, “indipendente”, “posata”.
In realtà, ti chiudono in una versione ridotta di te.
Ti impediscono di essere vulnerabile, autentica, viva.
E ti condannano a vivere sotto tono, anche quando potresti brillare.

Come agiscono: il ciclo pensiero → emozione → azione
Ogni credenza genera pensieri, che generano emozioni, che influenzano le tue azioni.
👉 Ne ho parlato più in profondità nel mio primo articolo, dove ti spiego cos’è la crescita personale
Facciamo un altro esempio:
Credenza: “Non devo mai deludere nessuno.”
→ Pensiero: “Se dico no, penseranno che sono egoista.”
→ Emozione: senso di colpa, ansia
→ Azione: dici sì anche quando volevi dire no
→ Risultato: ti esaurisci, ti svuoti, ma nessuno lo sa → e la credenza si rafforza
Ecco come, giorno dopo giorno, una convinzione diventa un ciclo che ti spegne.
L’antidoto: dubitare
Il primo passo non è sostituire tutto con un pensiero positivo.
È iniziare a dubitare.
Chiediti:
- Questa frase è proprio vera… o solo familiare?
- A chi appartiene questa voce?
- Cosa mi ha fatto rinunciare finora?
- Se potessi parlare con la me bambina, le insegnerei questa cosa?
- Se non avessi questa credenza come agirei, chi sarei?
Ogni domanda è un piccolo colpo al muro che ti limita.
✍🏼 Esercizio: esplora le tue credenze
Prendi carta e penna. Questo non è journaling estetico. È scavo interiore.
Per ogni area della tua vita, scrivi:
💗 Amore e relazioni
- Qual è la mia idea inconscia di “relazione sana”?
- Quando qualcosa non funziona, a chi do la colpa?
🌿 Corpo e immagine
- Quali parole uso per descrivermi quando mi guardo allo specchio?
- Quando è l’ultima volta che mi sono detta qualcosa di bello, senza ironia?
💸 Denaro e abbondanza
- Cosa penso davvero di chi guadagna molto?
- E io… mi sento a mio agio nel ricevere?
✨ Vita e possibilità
- Che sogni ho lasciato andare per “realismo”?
- Se non avessi paura, da dove ricomincerei?
📝 Fai questo esercizio extra:
Scrivi un elenco di tutto ciò in cui credi profondamente, per ogni area della tua vita: amore, denaro, amicizia, salute, famiglia.
Non ciò che vorresti credere… ma quello che, dentro di te, ti ripeti spesso anche senza accorgertene.
Ecco alcuni esempi:
- “Non esistono più gli uomini di una volta.”
- “Anche se mi impegno, non è mai abbastanza.”
- “Per guadagnare bene bisogna sacrificare la propria vita.”
- “Dopo aver avuto figli, non c’è più spazio per i propri bisogni.”
Scrivi senza filtro.
Leggi con occhi nuovi.
Guarda le tue convinzioni in faccia. E scegli:
vuoi continuare a viverle o cominciare a riscriverle?
In conclusione
Le credenze limitanti sono il copione di qualcun altro recitato con la tua voce.
Ma ogni volta che ne riconosci una, ti avvicini a chi sei davvero.
Non serve riscrivere tutto oggi.
Basta iniziare a dire:
“E se non fosse vero?”
E lì, nel dubbio fertile, può nascere una vita nuova.
Un abbraccio.
